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Il vino capace di resuscitare i morti

“Sono conservatore ed orgoglioso dell’appartenenza alla mia terra, centro del Mediterraneo, ai confini con le terre d’Oriente; sono stato sempre ribelle a qualunque obbligo di formalismo, ma molto riverente ai valori umani.” – Marco De Bartoli -

Parlando di Marsala non ho potuto, fiera e tronfia, ricordare e raccontare di aver conosciuto Sebastiano De Bartoli, figlio di Marco, scomparso da poco, in occasione di Abbiategusto dove proponeva, come se ce ne fosse bisogno, l’assaggio dei suoi splendidi, magnifici, spettacolari prodotti. Dal Vecchio Samperi al Bukkuram passando per Grappoli del Grillo il palato vive esperienze quasi ascetiche, incredibili e difficili anche da raccontare.

L’obbligo è PROVARE, assaggiare, bere, soffermarsi sulla capacità unica di esprimere un territorio, anzi più terre compresa quella dell’isola di Pantelleria, all’essenza. “Un naturale, non fortificato vino considerato una conseguenza obbligata, atta a dimostrare che il mio vino non era “il Marsala” ma, inteso in senso agricolo era l’essenza del Marsala.” – Marco De Bartoli –

Erano gli anni ottanta quando il vignaiolo ripropose in un mercato ormai in discesa per il vino Marsala appunto un vino di Marsala, che chiamò Vecchio Samperi in onore della tenuta di proprietà materna Baglio Samperi dove la famiglia Pellegrino viveva di vino da almeno due secoli. Ed ancora oggi, il Vecchio Samperi Ventennale, con un occhio al passato, si riscopre “insolito aperitivo” secco, secchissimo, asciutto e complesso come pochi ed al contempo guarda ad un nuovo futuro di espressione reale e naturale di legame con la terra, concetto oggi più che mai cercato e ricercato dal consumatore accorto. Per non parlare del vino bianco Grappoli del Grillo, 100% uva grillo, che evolve svariati mesi in fusti con lieviti in sospensione secondo la tecnica del batonage fino al raggiungimento di una maturità armonica e tutta da scoprire. La nostra scelta cade per ultima su Bukkuram, Passito di Pantelleria, dalla spiccata acidità e bassa dolcezza tanto da risultare rivelazione originale di un vino da dessert spesso scelto proprio per quest’ultima caratteristica. E’ equilibrato, invece, vino su cui meditare…e grazie al quale meditare a proposito di una produzione, quella della famiglia De Bartoli, della quale non si può proprio fare a meno.

Le loro sono espressioni inconsuete e complesse per le quali il gusto, pur personale che sia, non può che ammettere una sapienza di mani difficilmente riscontrabile.

Seduce il vino di Marsala di Marco De Bartoli, forse, come si disse ai tempi, resuscita anche i morti.

Silvia Di Stefano

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