Sono appena stata coinvolta, emotivamente si intende, dalle parole intense di “un’italiana” a Parigi che consacrava la capitale francese città dove tutti si possono sentire accolti, dove tutti, proprio tutti possono esprimere se stessi in piena libertà. E questo in relazione alla trovata, tutta parigina evidentemente, di organizzare cene in casa con un ospite famoso il quale però, al contrario di ciò che si possa pensare, non percepisce nulla se non la possibilità di scambiare chiacchiere e simpatia, si spera, con gli ospiti che di norma arrivano un po’ da tutto il mondo. Forte! E’ in realtà una cuoca californiana che, stabilitasi in Francia, ha trovato utile per gente curiosa organizzare deliziosi banchetti per chi volesse partecipare appunto a serate conviviali in cui la sorpresa consiste nella partecipazione di artisti noti da conoscere e chissà con cui poi mantenere i contatti. Mi è sembrata un’idea geniale per chi vuole farsi largo nello sterminato mondo della “ristorazione”, del “servizio a tavola”,ma ne sono rimasta catturata, ancor più, pensando che Parigi faccia da cornice a compagnie belle e curiose. Non ho legami con la Francia, non sono parigina, però forse un paio di viaggi a Parigi ed almeno il doppio nel resto del paese, hanno lasciato soffici tracce di quella atmosfera da fisarmonica in cui mi crogiolo ed in cui ho fatto crogiolare anche la mia piccola Ale, cullandola sulle note di Morricone e del suo “Magico Mondo…(di Amelie)”. Sarà per questo che appena ottenuta la carta d’identità siamo schizzate a Parigi dove, a pieni polmoni, abbiamo respirato, portandoci a casa, un po’ di quel clima tanto spensierato. E sarà per questo che la scelta delle bollicine cade sempre sullo champagne; non disdegno l’Italia, ma credetemi affondare il naso nell’allegria di uno champagne, assaporarne il gusto raffinato, l’eleganza un poco snob, fa sentire nelle orecchie davvero la fisarmonica, fa volare agli Champs-Elysèes, al trionfo della loro immensità e bellezza, fa navigare sull’acqua, fa persino parlare con la “R” arrotolata con tanta grazia da incantarsi. Celebrare il Natale che arriva, brindare alla dolcezza della più agognata festività dell’anno con un calice di champagne è ciò che auguro per sentirsi, almeno per un momento, splendenti come le lucine della Tour Eiffel!
Silvia Di Stefano