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quella sera in Georgia

Argh!…Accidenti all’informatica!…Le mie limitatissime conoscenze informatiche, nonchè un PC che vale meno di 0, mi hanno escluso dal blog per più di un mese…

TA-TAAM!!! Ora però son qua, perchè non mi sono dimenticata di raccontarvi come è andata poi, quella sera in Georgia.

Quasi quasi mi avvalgo di immagini così chi c’è stato si ricorderà bene e chi no desidererà un nuovo appuntamento con noi e con i Vini Georgiani che Nicola Finotto, ospite della serata insieme al giornalista Alessandro Franceschini, vecchio amico de IlPascoli, hanno saputo spiegare assaggiando nettari tanto particolari venuti da tanto lontano.

Serata Vini GeorgianiI vini in degustazione sono stati ben 7: con metodo di vinificazione IMERETI, ovvero con tipologia tipica della regione occidentale della Georgia, più moderata e meno estrema, abbiamo assaggiato il bianco DIDIMI da Dimi, Krakhuna 2011

Didimi da Dimi, Krakhuna 2011vino apprezzato per le sue note fruttate e la sua disinteressata freschezza.

Quindi gli altri sei vini, bianchi e rossi, sono stati:

  • Pheasant’ s Tears, Chinuri 2011
    e fin qui sembra che tutto sia ancora nelle “nostre corde”, ovvero l’aspettativa di diversità di beva, ancora non si percepisce…certo è che la bevuta di questo vino bianco appare davvero positiva
  • Pheasant’ s Tears, Kisi 2011

Didimi, Chinuri e Kisiecco invece le prime sorprese; il colore “biondo” dei primi assume tonalità più dorate, scintillanti e imperanti con profumi intensi e minerali da cui ci si aspetterebbe quasi un’ossidazione ed invece NULLA, bensì freschezza, freschezza, freschezza. Generosa gioventù. Un bianco diverso, il Kisi,è vero, dai nostri canoni di beva, ma certamente apprezzato!

  • Pheasant’ s Tears, Rkatsiteli 2011
    note più “dolenti”, mi si permetta l’aggettivo, per questo bianco dai colori ambrati, quasi un imbrunire del giorno…non è stato sempre facile allontanare dall’assaggio pregiudizi e standard di beva dai nostri amici ospiti, pur conoscendo la possbilità di incorrere in diversità estreme. Forse questo vino bianco, estremo lo è stato.

Kakha BerishviliKakha Berishvili, Rkatsiteli 2012

  • Chkhaveri 2011

chkhaveri 2011

  • Jakeli, Saperavi 2010
  • Pheasant’ s Tears, Saperavi 2011

Ed ecco i rossi, grossi, pomposi, autorevoli; i primi due decisamente piacevoli, affascinanti, con note ancora di freschezza interessante. L’ultimo invece, più difficile; saranno stati i profumi fortemente di tostatura, quasi di affumicato e quindi una bocca altrettanto invadente, seppur in termini positivi, da approcciare alla bevuta ancora una volta in modo estremo.

La divisione del primo vino bianco con gli altri sei dipende dalla metodica di vinificazione: il primo subisce il metodo IMERETO(come detto più vicino ai nostri canoni di vinificazione), i secondi sei, invece il KAKHETO per il quale, i mosti vengono inseriti in orce di argilla cotta, che in georgiano prendono il nome di QVEVRI, insieme alla chacha ovvero alle vinacce, raspi, peduncoli.  Le orce sono interrate, in modo da mantenere a temperatura costante la fermentazione (20° circa) e lasciate aperte per muovere il cappello delle vinacce che rimane in superficie. Una volta terminata la fermentazione alcolica le fecce si depositano sul fondo, i qvevri si colmano e si chiudono appena con un coperchio sigillato con argilla e “sepolto” sotto uno strato di sabbia per assicurare l’isolamento termico.  Poi…ci si dimentica…anche per 20 anni! In realtà non succede di consueto, bensì tendenzialmente durante la primavera successiva si comincia a prelevare parte del vino dalla superficie del sedimento depositato sul fondo e lo si travasa in un’ anfora pulita dove si depositerà ancora del fondo da cui nuovamente si estrarrà vino questa volta completamente chiarificato.

Tutto questo porta ad avere vini ricchissimi in polifenoli, quindi intensamente colorati, dai profumi e dal gusto affascinante ed un po’ antico.

Serata gustosa e divertente grazie a Nicola di I AM WINE

Nicola FinottoGrazie a Mimo e ai suoi piatti

027Grazie a tutti i nostri ospiti

Serata vini georgianie GRAZIE ALLA GEORGIA DI ESISTERE

Bandiera Georgiana

Silvia Di Stefano


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sincerità

Sincerità è un elemento imprescindibile  per una relazione stabile
che punti all’eternità…

 Mai mi sarei aspettata che la mia tastiera indugiasse sulle parole frivole di una canzone frivola di qualche tempo fa.

Eppure la sincerità dei vini di ieri sera è stata cardine di un evento, quello di DIAMOCI ALL’ITTICA!, di grande interesse, colore, sapienza.

diamoci all'ittica

A partire dal primo vino, Il Calepino Brut, che sulle rive del fiume Oglio si compone dei profumi dello chardonnay lasciando spazio al vigore del Pinot Nero e che intona in maniera armonica l’inno dell’alternativa; in terra franciacortina, infatti, si distingue dai fratelli di denominazione perchè separato dal fiume Oglio e per conferire una personalità più libera, seppur altrettanto elegante, rispetto alla Franciacorta. Servito con un piatto di insalata di polipo e patate ed uno di alici marinate con focaccina al rosmarino, ha lasciato che i sensi fossero invasi di raffinatezza.

piovra

Il secondo vino, piaciuto a tutti e sufficientemente riconosciuto, è stato il Sauvignon Vino di Jacopo della Cantina Ronco del Gnemiz;  là dove le brezze dell’Adriatico e i venti delle  montagne s’incontrano in uno spazio morbido chiamato “Colli Orientali del Friuli” il Sauvignon in questione si arricchisce in freschezza, in profumi marcati di frutta esotica, pompelmo, fiori di primavera e denota una buona complessità di corpo. E’ stato servito con gamberi rosa del Mediterraneo, dell’Atlantico, mazzancolle e splendidi gamberi rossi.

gamberi

Ultimo ma non ultimo sicuramente per sincerità è stato il vino rosso Silene Cesanese Olevano Romano DOC di Damiano Ciolli che ha impressionato per garbata mineralità e leggera tannicità tali da conferire un’ armonica melodia di stupore. Ad una cinquantina di km da Roma, infatti, un vino capitolino, ovvero il cesanese , viene allevato con lungimiranza da un giovane produttore, Ciolli appunto, il quale ben riesce ad intrecciare la tradizione con un tempo che sempre più si affaccia al futuro. Grandi complimenti, mi vien da dire allora, alla gioventù sopracitata che sembra non mollare mai. Il Silene è stato servito con una crespella di carciofi e favette su letto di cozze e con un branzino con caponatina di verdure. Tutto molto ben fatto come sempre dallo chef Mimo Pascoli.

Ci siamo divertiti anche questa sera!

diamoci all'ittica!

 

 


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buoni motivi per stare con noi

I 5 buoni motivi per partecipare alla serata DIAMOCI ALL’ITTICA! sono:

  1. è una bella occasione per conoscere più da vicino, con la vista, l’olfatto ed il gusto IL PESCE

  2. è una bella occasione per conoscere più da vicino, con la vista, l’olfatto ed il gusto I CROSTACEI

  3. è una bella occasione per conoscere più da vicino, con la vista, l’olfatto ed il gusto I MOLLUSCHI

  4. è una bella occasione per assaggiare vini davvero particolari e degni di essere conosciuti

  5. e poi come sempre ci divertiamo!

VI ASPETTIAMO ALLORA GIOVEDI’ 11 APRILE H 20,30 per F&F FUORIPASCOLI FOOD “DIAMOCI ALL’ITTICA!”

costo della serata 40€

PER INFO E PRENOTAZIONI: phone 029019395

                           mobile 3497780762


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mulattiera di mare

…E ‘nt’a barca du vin ghe naveghiemu ‘nsc’i scheuggi 
emigranti du rìe cu’i cioi ‘nt’i euggi
finché u matin crescià da puéilu rechéugge
frè di ganeuffeni e dè figge
bacan d’a corda marsa d’aegua e de sä
che a ne liga e a ne porta ‘nte ‘na creuza de mä
 
…E nella barca del vino ci navigheremo sugli scogli
emigranti della risata con i chiodi negli occhi
finché il mattino crescerà da poterlo raccogliere 
fratello dei garofani e delle ragazze
padrone della corda marcia d’acqua e di sale
che ci lega e ci porta in una mulattiera di mare

                                                                                                                 creuza de mä Fabrizio De Andrè

Ah! Se penso al mare! Se penso al mare penso al suo profumo, quello di sale, quello di pesca, anche un po’ di crema solare a dirla tutta.

Ah! Se penso al mare! Se penso al mare penso alla sua calda freschezza che avvolge quando ci sei dentro, quando avvicini le mani o meglio i piedi, ma anche quando lo guardi, da lontano.

Ah! Se penso al mare! Se penso al mare penso al suo blu, penso alle fredde tinte delle onde e del pescato.

Ma soprattutto ora, se penso al mare da qui, da una Milano ancora invernale, mi viene in mente Genova ed il suo poeta che miracolosamente ha riprodotto con la musica il ritmo costante dei marinai che issano le reti. Hanno pescato tutta notte. Ora a noi l’onore di scegliere il pesce migliore!

Lo immagino così “il preludio” alla serata DIAMOCI ALL’ITTICA, nostra umile composizione di sapori e profumi del Mare Nostrum, durante la quale Mimo ci aiuterà nella scelta e nella preparazione di pescato, crostacei e molluschi che arricchiscono di pregio le nostre tavole. Non mancherà certamente il vino, con classiche bollicine, bianche freschezze e con un’originale e poco conosciuta espressione rossa.

Ho un’attrazione fatale per il mare e per i suoi frutti. Credo che giovedì sarà meraviglioso…


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cucina, fotografia e scrittura

Lo so, lo so, sto facendo pubblicità ad un’ altra pubblicità.

Che ci posso fare, navigo, leggo e poi se qualche cosa mi piace…a potervi partecipare lo farei volentieri, ma sono lontana e le mie finanze me lo impediscono.

A Roma, presso Eataly, stazione Ostiense, una bellissima a mio avviso full immersion di arte aspetta per due giorni, il prossimo week end, tutti coloro che in maniera professionale vogliano accostarsi ai segreti della scrittura e della fotografia in relazione alla cucina.

Un cuoco, un giornalista ed un fotografo, in collaborazione con Canon, allestiranno esercizi di stile per riunire, sotto un unico argomento, quello culinario, le tecniche visive, di scrittura e di cucina che conoscono bene e che possono essere svelate arricchendo il bagaglio culturale di ciascun corsista a cui peraltro sarà data una macchina fotografica digitale durante i due giorni.

Per maggiori informazioni
http://www.marchidigola.it/2013/03/cucinare-fotografare-e-raccontare/


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buona festa papà!

Ho letto stamattina le prime semplici parole di Giacomo Poretti, il Giacomo partner di Aldo e di Giovanni, che nel suo racconto dedicato al papà scrive:

…Caro papà, come è difficile fare il papà! Non ci sono più i papà di una volta, come te intendo. Mi ricordo che ti vedevo al mattino alle 7 quando ci svegliavamo: tu ti infilavi la tuta blu da metalmeccanico, io il grembiule nero con il fiocco blu da terza elementare. Ti rivedevo poi alla sera verso le 19.30 quando tornavi dal lavoro.

Poi passavi in bagno e per pulire le mani nere di grasso ci voleva un quarto d’ora; verso le 20 potevo raccontarti che avevo scartato tre volte l’Emilio a calcio, che all’oratorio ci avevano insegnato le virtù teologali e che la maestra ci aveva raccontato la storia di Annibale e gli elefanti. Appena varcato il Monginevro era ora di andare a dormire…

Così ho pensato che chissà quanti di noi potrebbero scrivere le stesse cose; forse i nostri padri non facevano i metalmeccanici, o forse sì. Forse non vestivamo con grembiulini neri, o forse sì. Sono abbastanza sicura, però, che seppur il tempo trascorso con il mio papà sia stato bruscamente interrotto, il desiderio di raccontare tutto ciò che il giorno mi aveva riservato era sempre immenso…

Non voglio scrivere altro, ma magari una veloce ricettina, quella delle Zeppole, che possiamo fare e dedicare ai papà, chissà magari brindando con una Regina di Felicità! (il nostro bel Moscato Spumante…)

 

Preparare la polentina con 1/2l di ACQUA, 125 GR DI BURRO, 10 GR DI SALE, 50 GR DI ZUCCHERO

Quindi impastare con 300 GR DI FARINA e 6 UOVA

Preformare anelli su carta oleata precedentemente imburrata anche con forme ad esse usando sacchetto con bocchetta a stella media.

UN CALICE DI VINO…E LA FESTA COMINCI!


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parola allo chef

Mimo Pascoli racconta…

mimo pascoli foie gras…di quella volta in cui il foie gras d’oca, di anatra o le terrine si facevano così

foie gras e terrinee di quella volta in cui il foie gras d’oca poteva arricchire un piatto semplice come il riso con le rape

cottura foie grascosì all’istante…

risooto, rape e foie gras d'oca senza trascurare  i patè…di verdure,di  tonno, di fegatini…

i patèNon dimentica il vino però. Così narra di quanto meraviglioso fosse l’abbinamento con la dolcezza e l’aromaticità di un Moscato Spumante dal nome leggero: Regina di Felicità. E certo non può che meravigliarsi al pensiero di un Gewurztraminer, il Kolbenhof di Hofstatter di molti anni addietro. Grandi sorprese inoltre per  e con il Riesling Mosel Saar Ruwer Eitelsbacher KarthauserhofBerg!

Gran belle storie!

F&F FuoripascoliFood serata Foie Gras, Terrine e Patèci verrebbe da dire:

“e vissero tutti felici e contenti!”

Marchio orizzontale

menù di pasqua 2013

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MENU PASQUA 2013Lo sapete no, come siamo fatti? Tradizione ed innovazione si mescolano anche in cucina, sulla tavola, tra le posate e nei bicchieri. Una Pasqua senza Agnello è come una cornice senza il quadro, ma una festa arricchità dal Gaspè è come sorprendersi al davanzale ammirando il blu del cielo. E’ come sempre una tavolozza di colori e di profumi la cucina de IlPascoli, è un “Acquerello” allegro e saporito.


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unpaiodimotivi BUONI…

…per partecipare allegramente alla serata di giovedì 14 marzo dedicata alle preparazioni di terrine, fegato grasso e patè

BARATTOLO

colmiamolo insieme di sapienza e curiosità, raffinatezza ed eleganza

       una piccola scuola di cucina che Mimo conduce con semplicità e saggezza e

               vini delicati ed emozionanti ci accompagneranno con garbo e devozione

Marchio orizzontaleDurante la serata 3 saranno i vini che abbineremo ai piatti preparati e spiegati dallo chef: Regina di Felicità Moscato Spumante Cascina Baricchi, Kerner Lahnhof 2011, Chinuri Pheasent’s Tears 2001 dalla Georgia.

Il costo è di 40 € e la prenotazione è obbligatoria chiamando IlPascoli al num 029019395 oppure 3497780762

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