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1kilo620grammi

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Unchiloseicentoventi, milleseicentoventigrammi, l’Ercole delle cipolle, il peso massimo tra le Alliaceae, una bomba di Maradona nell’orto di casa.

E’ la cipolla rossa di Breme, nel cuore desolato di una terra, la Lomellina, di riso e sabbia, di acqua e fatica. E proprio là, dove non te lo aspetteresti mai, appena dopo Mortara (che a detta dei più ha un nome che evocherebbe “la morte sull’aia”, immaginatevi l’allegria) una leggera pennellata di colore tinge il panorama umido ed accaldato delle giornate di giugno ed insaporisce piatti e banchetti con deliziosa dolcezza.

E’ a giugno, infatti, che il piccolo villaggio di Breme organizza da trent’anni la sagra della “Dolcissima”, della Cipolla Rossa appunto dai toni caldi della porpora e dal gusto amabile e delicato che apre il cuore alla sorpresa nell’assaporare la pacata armonia di un ortaggio che spesso confonde per impatto gustativo.

E tra l’Abbazia benedettina ed il Municipio, passando per l’opera ad essa dedicata, la Cipolla Rossa viene incoronata Regina di Breme e nelle innumerevole preparazioni gastronomiche trova il trono più comodo dove appisolarsi.

Impegnativo il lavoro di chi semina per poi raccogliere un frutto della terra che vede solo nella sabbia di golena la possibilità di esprimere al meglio le proprie caratteristiche e che altrove non regala tutto ciò di cui è capace, a partire dalle dimensioni importanti. La golena del Po, ambiente fluviale di immenso valore ed unicità, accoglie le piantine che germogliano dai semi in vivaio. Gli stessi semi vengono precedentemente recuperati dai fiori, i bacioc, candidi e perfetti nelle loro rotondità primaverili e con luna calante posti a bagno in sacchi di juta fino ai primi germogli che verranno piantati e crescendo da fine ottobre a maggio permetteranno di raccogliere il bulbo rosato ed immenso e prepararlo per il consumo.

Quei milleseicentoventi grammi di cui sopra, non me li sono aggiudicati io, seppur nella mia cucina un esemplare di poco più di un chilo svetta tra le verdure come si innalzava il buon vecchio Pavarotti nel trio Pavarotti Domingo Carreras di molti anni fa. E più la guardo e più penso a come prepararla; intanto vorrei poter condividere con più persone possibile il suo gusto docile ed armonioso e poi… e poi….potrei friggere i suoi anelli in pastella come si fa in America dove la cura per la linea, quella curva, non ha pari in nessun altro paese al mondo! Oppure sapete che faccio? La riporto a Mimo Pascoli e lascio che mi prepari un tortino di cipolle di Breme con caviale sevruga e salsa alla panna acida...

 Silvia di Stefano

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